Figlio misconosciuto di Paolo Agaraff, Pelagio D'Afro vive una giovinezza travagliata, segnata dall'alcool e dalle donne. Se Agaraff è schizoide, Pelagio ha superato da tempo la barriera che consente di etichettarlo, persino con l'uso di iperboli.
Alessandro Papini
Riesce ad essere al contempo buddepicureo, ateo, agnostico e cristiano; iper e ipotecnologico; letterato e sterile tecnico. Ma tutto ciò trova un misterioso sincretismo quando le sue parti si congiungono in riti alcolico-letterari.

Multimembro della Carboneria Letteraria, Pelagio ha pubblicato racconti sparsi in varie antologie e riviste, ma il suo primo romanzo vede la luce grazie all'indomito coraggio della casa editrice Montag.