In copertina: Portonovo (Ancona), anni Cinquanta
dall'archivio di Ivana Giacchetti

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Recensioni


L'acqua tace

di Pelagio D'Afro

Edizioni Italic Pequod (2013)

Prefazione di Luca Masali

Morta è Selene; morte son le Argire; i talami, deserti;
Nel sovrano silenzio de la notte l'acqua tace;
(Gabriele D'Annunzio)


Il cadavere di una ragazza emerge dalle acque di Lago Profondo, alle pendici del Monte Conero, a pochi metri dalle spiagge rocciose di Portonovo. Un gruppo di aristocratici, attori e letterati (tra i quali Gabriele D'Annunzio) chiusi in una torre assieme alla corte dei servitori giocheranno una partita a scacchi con due poliziotti partenopei, Ciro Iaccarino e Francesco Maria Conti. Una storia nera in costume nell'Italia di inizio Novecento; una folla di potenziali colpevoli messi a nudo nelle loro variegate psicologie.

Come scrive Luca Masali nella prefazione.

"Laghi profondi dove nascono leggende, tipi balzani, Gabriele DAnnunzio, misteri di periferia, mariuoli dal cuore tenero che temono di inguaiarsi coi 'pulotti' solo per poter fare quel che è giusto, linguaggio contaminato dal dialetto da un lato e dalla ricerca del sublime dallaltro.

[...]

Il turismo di massa nasconde e banalizza una terra che ha un’anima profonda, popolare e inquietante, che la narrativa di D’Afro isola con la pazienza di un paleontologo che mette in luce lo scheletro di un drago annegato nel ciarpame balneare che lo soffoca e lo fa appassire. Per regalarci l’immagine del Conero sognato, vivo e antico."